SCINTILLA


La fantomatica scintilla
è una di quelle cose che, 
avendola provata una volta in un passato ormai lontano, 
ho sempre ricercato.
Ho sempre pensato che fosse necessaria per accendere un fuoco
che altrimenti sarebbe rimasto solo un mucchio di legna accatastato.
Nel corso degli anni, nonostante i tentativi, non ho più rivissuto quella sensazione.
Avevo quasi smesso di crederci quando mentre ero a lavoro,
tra un bip e l'altro della cassa,
ho incrociato un sorriso sincero e spontaneo.
L'ho riconosciuta subito quella sensazione e inizialmente ne ho avuto anche paura.
L'ho riconosciuta quando mi sono ritrovata a sperare di rivederlo nuovamente nei giorni successivi.
L'ho riconosciuta quando vedevo il suo viso spuntare tra i mille che incrocio ogni giorno al lavoro.
La fantomatica scintilla non è una cosa che puoi spiegare
ci ho provato nei giorni scorsi a scriverne al riguardo, 
a cercare le parole giuste per descrivere quella sensazione che parte dallo stomaco e si irradia in tutto il corpo, la testa che per un secondo si disconnette e non riesci più a pensare a nient'altro perché sei completamente assorbita dal suo sguardo. 
Era chiaro che questa persona mi intrigasse, 
sentivo qualcosa che nel profondo mi attirava ma non riuscivo a capire cosa. 
Pensavo che con il primo aperitivo ci avrei capito qualcosa in più eppure non è stato così.
Sono tornata a casa con ancora più punti interrogativi. 
Era stato un primo appuntamento piacevole ma i nostri mondi sembravano distanti, 
nessuno dei due si era sbilanciato, 
era come se ci stessimo guardando a distanza di sicurezza.
Il secondo incontro invece è stato totalmente diverso.
Io avevo deciso di provarci, di mostrarmi per quella che ero senza nessun tipo di filtro o aggiustamento e lui sembrava aver deciso di fare lo stesso. 
L'ho notato subito appena scesi dalla macchina quando siamo arrivati.
In quel momento quella fantomatica scintilla è divampata.
E' divampata quando mi sono resa conto di aver di fronte una persona simile a me
con gli stessi valori, con gli stessi principi, con la stessa bontà e spontaneità.
E' passata qualche settimana da quel momento, 
eppure sono composta ancora al 90% di farfalle che abitano il mio corpo. 
Me ne rendo conto quando mi arriva un suo messaggio, 
quando ricevo una sua chiamata inaspettata, 
quando so che dobbiamo vederci a distanza di qualche ora.
Quando svolto nel suo vialetto e lo vedo lì ad aspettarmi fuori dalla porta.
Dicono che questa sensazione non durerà per sempre, 
ma io ho sempre pensato che una sensazione del genere si possa coltivare.
Una volta che il fuoco si accende ci vuole poco per mantenerlo vivo. 
"Poco" non nel senso che sia facile, anzi, è una sfida, 
ci devi mettere la quantità giusta di legna, 
devi proteggerlo dal vento e dalla pioggia 
ma bastano piccole attenzioni ogni giorno per farlo bruciare senza farlo spegnere completamente. 
CI saranno invetabilmente giorni in cui sarà più ardente e altri dove sarà più tenue ma resterà sempre bellissimo. 
Io credo di aver trovato il mio fuoco da coltivare.
Ci credo perché non mi ero mai sentita così libera di essere ciò che sono,
avere qualcuno accanto con cui si può essere se stessi è una fortuna immensa,
trovare qualcuno che ama alla tua maniera è ancora più raro.
Abbiamo acceso un falò bellissimo e non vedo l'ora di prendermene cura giorno dopo giorno.









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