VOCE


E' da un po' che non apro una pagina bianca per scrivere
La verità è che ho sempre usato questo luogo come valvola di sfogo per raccontarvi tutto quello che mi girava per la testa, vi ho portato con me negli anni più difficili che abbia vissuto fin'ora.
Ogni tanto apro le statistiche del blog e mi stupisco di quanta gente ancora adesso legga i miei post, soprattutto quelli più vecchi. Quando ho aperto questo canale di comunicazione non mi aspettavo che qualcuno si sarebbe realmente interessato a leggere ciò che scrivevo. 
Pensavo sarebbe stato solo un diario personale e invece alla fine le cose che scrivo molti di voi le hanno lette. 
Vorrei dare la colpa a questo motivo se ho smesso di raccontarmi apertamente ma non credo sia questo.
Onestamente una parte di me si sente persa, è la stessa parte che al contempo si sente arrivata.
Dopo il viaggio in Vietnam ho ottenuto quello che, anche se mi vergogno ad ammetterlo, avevo sempre cercato: un buon lavoro sicuro. 
La sicurezza economica mi ha tolto un po' di pensieri. Sicuramente ha tolto quello di diventare un insegnante. Firmare un contratto indeterminato mi ha fatto prendere consapevolezza di che strada avevo intrapreso. Non volevo una vita precaria senza garanzie, anche se si trattava del lavoro che avevo sempre sognato, perché al primo posto per me ci sarà sempre il sogno di costruirmi una famiglia e per quella purtroppo serve un'entrata sicura.
Accantonare il sogno di insegnare mi ha fatto mettere in pausa anche la scrittura. Ho sempre amato scrivere, raccontare, esprimermi con le parole: non dette a voce però, parole scritte. 
Ho sempre creduto che avessero un altro sapore, restano, le puoi rileggere quando ne hai bisogno.
Il Vietnam mi ha cambiato tanto, più passano i mesi più mi rendo conto di quanto quelle settimane siano state fondamentali per me e per la mia crescita. Mi ricordo ancora i mesi precedenti alla partenza, tutte le volte che guardavo i voli e poi chiudevo di scatto il pc senza avere il coraggio di proseguire nell'acquisto. Ho comprato i voli senza dirlo a nessuno, nemmeno alla mia famiglia, non ero convinta di partire finché non mi sono ritrovata sull'aereo, me la ricordo bene la sensazione. Avevo una paura folle di star facendo una cosa stupida, eppure in cuor mio sentivo che era l'unico modo per rompere con il passato, l'unico modo per andare avanti. 
Avevo iniziato un racconto sul Vietnam ma alla fine non mi ci sono più messa a scrivere, per paura che potesse essere banale, che potesse non interessare e che non riuscisse a trasmettere cosa è stato per me quel viaggio. 
Non mi immagino la mia vita senza scrittura, non mi immagino la mia vita senza questo spazio che ho avuto il coraggio di aprire solo grazie ad un amico.
Vorrei raccontare tante cose, vorrei riuscire a tirare fuori i miei pensieri, in particolare una considerazione che ho maturato sull'amore.
A volte mi chiedo se la scrittura un giorno possa diventare il mio lavoro, probabilmente no. A volte mi sembra di aver perso quella creatività che mi caratterizzava... o forse si è solo assopita.
Mi sono sempre sentita incastrata, stretta in un mondo che non capivo, partire per il Vietnam ha aiutato molto, perché questa sensazione in parte è svanita. Ho trovato una mia dimensione, un mio spazio nonostante il mondo lì fuori io non sia ancora riuscita a comprenderlo. 
Non mi sono mai ringraziata per quel salto nel vuoto, non mi sono mai ringraziata per il coraggio avuto ad interrompere un percorso di studi e di lavoro per partire. In realtà non mi sono mai ringraziata in tutta la mia vita, nemmeno per aver concluso l'università.
Non sono mai stata buona con me stessa, sempre troppo critica, troppo dura ora però mi guardo indietro e vedo tutto quello che ho fatto. Gli studi universitari mi hanno insegnato a vivere: storia, letteratura, filosofia... in quei testi, nelle poesie, nelle cose studiate mi sentivo me stessa. Era la mia dimensione anche se forse ero troppo piccola per comprendere il grande potere che mi stava dando il sapere. 
Ancora oggi non mi capacito di come molta gente non ci vede la bellezza che ci vedo io in quel mondo. 
Ad ogni modo ero entrata qui solo per dirvi che ci sono ancora, silenziosa, ma ci sono...
Spero di ritrovare presto la mia voce.

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