BIPOLARISMO


Non pensavo avrei scritto riguardo a questo secondo ricovero. 
Credevo che quanto già scritto sul primo fosse sufficiente, 
pensavo non ci fosse nient'altro da aggiungere.

Questo giro non sono stata portata dentro di forza come era successo l'anno scorso. 
Questa volta sono stata io a presentarmi alla porta chiedendo, 
anzi supplicando di essere ricoverata. 
La stessa terapia che stavo prendendo ormai da un anno non stava più facendo effetto.
Non è stata una cosa improvvisa, me ne sono accorta gradualmente nei mesi scorsi.
Ogni giorno perdevo un po' di energia 
e un po' della voglia di vivere si polverizzava senza che io potessi impedirlo.
Ho stretto i denti, ho cercato di resistere, di aspettare, sperando che fosse solo un brutto momento. Ma questo brutto momento sembrava non passare e mi sono ritrovata a franare nello stesso burrone dell'anno scorso. Senza energie, senza apparente coraggio o voglia di rallentare quella caduta. La parte più grande di me voleva arrivare in fretta al suolo per sfracellarsi senza perdere tempo. Una piccola parte invece voleva tornare a stare bene; rivoleva la Fra di un tempo, quella di cui era innamorata ma era troppo fragile per agire da sola; per fortuna è stata abbastanza forte da chiedere aiuto.
Chiedere aiuto lì, nello stesso posto dove un anno prima l'avevano letteralmente salvata.

Una volta entrata non c'è stato l'effetto sorpresa. 
Mi ricordavo tutte le regole, le abitudini e i ritmi.
Onestamente non pensavo di aver così tanto bisogno di tornare in questo luogo. 
Ci ero venuta perché era un posto sicuro, una camera di decompressione, per rallentare;
pensavo sarebbe stato sufficiente qualche giorno, ma mi sbagliavo.

Qui i medici mi hanno dato un'altra visione della cosa. Forse non era "semplicemente" depressione cronica come si era supposto l'anno scorso, forse c'era dell'altro. Un bipolarismo.
E' buffo perché io qualche anno fa mi sono tatuata delle montagne russe sul polpaccio, 
la mia vita è sempre stata un saliscendi continuo di umore.
Adesso scopro che il bipolarismo è proprio questo. 
Montagne russe. 
Puoi avere periodi fantastici dove ti senti a mille, la testa vola alto, le idee corrono veloci e tu ti senti invincibile e fasi dove non riesci nemmeno a respirare perché ti senti tutto il peso del mondo sul petto. Le giornate non riescono a partire, la voglia di vivere non arriva. Il pensiero di suicidarti è costante, vivido perché senti di non aver nessun tipo di energia mentale o fisica per proseguire. Questi cambi d'umore potenti non sono frutto di un qualche evento esterno che condiziona il tuo pensiero, è il tuo cervello che non sa dosare la vita. 
Se un periodo ne eroga troppa qualche mese dopo rimani con il contagocce vuoto in mano.
Non è una cosa che scegli, non è una cosa che decidi; è un qualcosa che arriva senza preavviso, fregandosene dei tuoi piani, delle tue idee sul futuro.
Come un uragano spazza via tutto, spesso demolisce ciò che nei mesi precedenti eri riuscito a costruire, relazioni, progetti e sogni. Fa terra bruciata e dopo un disastro del genere ti tocca sempre ripartire mettendo a posto le macerie.
Un continuo ricominciare.

Più di qualche anno fa mi ero descritta come un criceto che corre esausto sulla sua ruota. 
Un senso perenne di insoddisfazione come se ogni passo avanti non cambiasse realmente nulla perché alla fine ero sempre nello stesso punto.
All'epoca non riuscivo a cogliere bene il perché, 
non sapevo dare un nome a questa sensazione di ciclicità che caratterizzava la mia vita.
Però mi sentivo, e mi sento tutt'ora, una persona che non riesce ad avere una mente che lavora in modo costante. Ho una mente che ogni tot va in blackout annullandosi.
Se ci penso è frustrante, logorante ma sono sollevata che ci sia una malattia riconosciuta e purtroppo diffusa. Sono sollevata perché so di non essere sola. 
So che questo problema, che per anni ho considerato solo mio, è anche di altri. 
Fa meno male così. Il peso è meno ingombrante se non lo reggi totalmente da solo.

Il ricovero aiuta anche in questo. Vivere h24 con persone con problematiche simili alle tue aiuta. Qui siamo tutte persone apparentemente sane, non c'è qualcuno con un braccio o una gamba rotta. Qui combattiamo con demoni che non si vedono e che per questo sono ancora più difficili da individuare e combattere.


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